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Ridendo
e scherzando,
siamo già arrivati a ben *loading*
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Insegnante di sostegno. Questa è la mia carriera al momento. Non avrei mai pensato che sarebbe successo, ma sono contento di questo ruolo, che non è né carne né pesce, perché mi dà modo di osservare, ambientarmi, capire come funzionano le cose, quali meccanismi oliare e quali abbattere con forza. Come sempre, il rapporto con i ragazzini è ottimo, e sembra che i risultati stia riuscendo ad ottenerli. Anche se la settimana prossima tutto cambierà, perché verranno aggiornate le graduatorie a Genova, e dovrò abbandonare Cuneo, dove sto lavorando dal 18 settembre. Sono state e sono settimane pesanti, perché anche se si tratta di una supplenza di nove ore, raggiungere la scuola comporta quattro ore di pullman al giorno, due delle quali (quelle dalle 6 alle 8 del mattino) sono impietose moodkillers, con i loro paesaggi immersi in una nebbia fittissima, che in certi giorni copre tutto fino a metà mattinata. Un correlativo oggettivo azzeccatissimo per i primi dieci giorni di lavoro. Poi mi sono ambientato, ed ora mi si spezza il cuore ad abbandonare questa routine. Soprattutto per i rapporti umani che si sono creati (vaglielo tu a spiegare ai ragazzini che la petizione che hanno firmato per farmi restare non conta niente). Mi dispiace lasciare lo studente che sto seguendo, perché stavo ottenendo risultati, e non posso essere sicuro che chi verrà dopo di me avrà la pazienza e l’inventiva necessaria per fargli masticare e digerire la scuola. Già ho fatto fatica a cercare di riparare i danni fatti dall’incompetente che l’ha seguito l’anno scorso, che gli ha fatto imparare a memoria un sacco di cose, che ora lui ripete a pappagallo senza capire cosa sta dicendo e senza ragionarci sopra. Nelle ultime due settimane, dopo un mese di lavoro, ho notato un cambiamento in lui, e spero che le cose continuino a migliorare anche quando non ci sarò più. Credo che anche a distanza lo seguirò, comunque. Rosaspina se ne occuperà in prima persona.
A parte la supplenza, comunque, ho ricevuto e accettato altre sei proposte di lavoro. Una di esse è già stata portata a termine. Una è attualmente in corso. A breve ne inizieranno altre due: lezioni di inglese in un corso professionale di parrucchiere ed estetiste (tutte adolescenti che hanno abbandonato i “canali scolastici canonici”, come le ha definite la direttrice), e un corso di alfabetizzazione per una bambina indiana (che mi ha offerto la preside della scuola in cui sto lavorando ora, da fare quando me ne sarò andato per mantenere i contatti e perché tutti sono rimasti soddisfatti del mio lavoro e sono dispiaciuti che me ne vada). Intanto porto avanti le ripetizioni di inglese e lezioni private di giapponese. Di tutta questa fatica, non ho ancora visto nemmeno un frutto: la scuola pare che mi pagherà tre mesi di stipendio tutti insieme a dicembre; le prestazioni occasionali sborseranno, forse, entro l’anno; il corso di inglese per trukko&parrukko e l’alfabetizzazione… beh, per quelli mi sa che se ne parlerà addirittura fra più di sei mesi. Insomma, sto facendo soldi virtuali a palate. E intanto ho il conto che sta scivolando verso il rosso per colpa di una spesa che fatto pensando di avere già il gatto nel sacco (chi mai andava a pensare che di sette lavori nemmeno uno mi avrebbe reso pecunia entro almeno un mese?): ho preso l’iPod nano rosso, un po’ perché parte del ricavato andava in beneficenza e molto perché è troppo figo, è un’edizione limitata ed è della apple - ed io, lo ammetto, sono un apple-kabure.
Disegni non ne ho più fatti, anche se ho steso una sceneggiatura canovacciata di Rolly, e disegnato a matita un paio di tavole. Ho deciso, però, che finchè non avrò terminato tutte le tavole fino all’ultima goccia di inchiostro, non pubblicherò nulla sul blog per non incorrere in altri periodi di decennale silenzio.
Che altro dire? La mia vita si sta lentamente stabilizzando, e sta iniziando a viaggiare su dei binari. Il ché fa un po’ paura, ma dà anche un certo senso di tranquillità. Per ora me lo godo senza interrogarmi troppo, tanto sono sicuro che la dissezione autoptica non tarderà ad arrivare.
Un saluto a tutti, e a presto con dei post che per un po’ di tempo consisteranno più che altro recensioni di libri, CD, film, fumetti e via discorrendo.
Mata ne! :)
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Lascia
che ti presenti il cast di questo blog, in rigoroso ordine di apparizione:

Nome:
Kocchan.
Forma di vita: Gatto Poltrone.
Rappresenta: L'autore del blog.
Segni particolari: Ttrascorre la maggior parte del suo tempo
al calduccio sotto il kotatsu. Da solo, ma sempre in compagnia delle sue
personalità, ovvero...

Nome:
Bimbo Diddi.
Forma di vita: Bambino.
Rappresenta: L'insicurezza.
Segni particolari: Butta giù Kocchan preparandogli dei
deliziosi tacos di panico.

Nome:
La Sciura Maria.
Forma di vita: Drag Queen.
Rappresenta: L'esibizionismo.
Segni particolari: Non vive senza televisione e adora indossare
i panni delle sue icone. Tra le personalità di Kocchan è
l'unica ad avere un blog
personale.

Nome:
Katerpillar.
Forma di vita: Scimmia.
Rappresenta: La bontà.
Segni particolari: Ama gli esseri pucirillosi e titillare il
suo "frustino rosa".

Nome:
Psicolino.
Forma di vita: Coniglio.
Rappresenta: L'autostima.
Segni particolari: Racchiude dentro di sé i superpoteri
di Psico,
il coniglio psichedelico.

Nome:
Puppo Buchovny.
Forma di vita: Polipo.
Rappresenta: L'istinto sessuale.
Segni particolari: E' dotato di cinque tentacoli pieni di potenzialità
ancora inespresse.

Nome:
Rosaspina.
Forma di vita: Bimba Vecchia.
Rappresenta: La paura dell'abbandono.
Segni particolari: Ama leggere. Si prende cura delle personalità
più indifese.

Nome:
Buccia.
Forma di vita: Topo.
Rappresenta: La menzogna.
Segni particolari: Possiede uno specchio mutaforma che fa vedere
agli specchiati ciò che vogliono.

Nome:
Ciccopappo.
Forma di vita: Cane.
Rappresenta: L'infanzia felice.
Segni particolari: Nessuno. Tranne forse che sa essere pucirilloso
fino all'inverosimile.

Nome:
Callo Scagazzo.
Forma di vita: Uomo.
Rappresenta: L'eroismo.
Segni particolari: Si schiera sempre dalla parte dei più
deboli. Ha una ricca collezione di sfiziosi slippini.

Nome:
Kani Gan Gan.
Forma di vita: Granchio.
Rappresenta: La rabbia repressa
Segni particolari: Si trasforma in un pennino e compone feroci
pasquinate.
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