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L'angolo del libro A cura di Rosaspina
Tre libri in un colpo solo. Mi hanno colpito per ragioni diverse: uno perché mi ha mostrato i danni che il mio passato potrebbe aver causato al mio futuro; uno perché riguarda strettamente il mio presente; uno perché mette in scena le mie paure [e speranze] nei confronti dell'amore.
Grande seno, fianchi larghi di Mo Yan [Einaudi, 2002, 899 pp.]
Dal risvolto di copertina [contiene spoiler]: "Shangguan Lu, dopo aver partorito sette figlie femmine, riesce finalmente ad avere l'agognato maschio, in grado di perpetuare la stirpe. Fabbri da generazioni, gli Shangguan vivono in un villaggio rurale della zona di Gaomi, nella provincia orientale dello Shandong; a seguito dell'uccisione degli uomini della famiglia da parte degli invasori giapponesi, la giovane madre si ritrova a dover crescere, da sola, il nuovo nato e le sorelline. E' Jintong, il Bambino d'oro, l'io narrante del romanzo; frutto in realtà di un amore adulterino con il prete occidentale Ma Luoya, è figlio prediletto e viziatissimo, allattato fin quasi all'adolescenza, che fa del seno l'icona feticista di tutta la sua vita. Icona che cercherà crescendo nelle altre donne, a partire dalle sorelle, di cui segue da vicino i destini quanto mai diversi. Ciascuna di loro si legherà infatti a uomini spesso all'opposto per aspirazioni e carattere: proprietari terrieri e banditi patrioti, esponenti del Partito nazionalista e militanti del neonato Partito comunista, occidentali venuti a sostenere una delle fazioni in lotta e bizzarre e macchiettistiche figure. La parabola di ciascun personaggio si salda alla storia travagliata della Cina, dai tardi anni Trenta del conflitto sino-giapponese alle carneficine della guerra civile, fino all'avvento dell'era maoista e al suo superamento nell'ultimo ventennio del secolo appena trascorso. Jintong, su cui si concentrano le aspettative di madre e sorelle, da studente modello si ritroverà manovale in una comune agricola, detenuto in un campo di lavoro, danaroso imprenditore e vagabondo perdigiorno, facile preda di voraci personalità femminili. Nessuno meglio di Mo Yan sa rendere l'anima senza tempo della civiltà e della cultura cinesi, attraverso le sue mille evoluzioni e sfaccettature. La particolare cifra, fantastica ed epica, comica e tragica, della sua scrittura si condensa nella potenza di metafore come quella della madre-terra, di cui tutti, pur nella loro diversità e nei loro conflitti, sono figli. O quella del figlio "bastardo" che non si risolve a crescere, che non trova la propria identità e collocazione, così simile alla Cina contemporanea in continua oscillazione fra conservazione e riforme." Un libro che ho apprezzato tantissimo, un po' perché adoro le epopee familiari, un po' perché rispecchia il mio modo di vedere la Storia, raccontandola nel modo in cui dovrebbe sempre essere raccontata, ovvero dal punto di vista della piccola gente, di coloro che le decisioni non le prendono ma le subiscono [secondo Tolstoj, fervente sostenitore di questa teoria, i grandi nomi della Storia sono "le etichette che danno il nome a un dato evento, e che, proprio come le etichette, meno di ogni altra cosa hanno un preciso rapporto con l'evento". Non potrei essere più d'accordo]. Grande seno, fianchi larghi è inoltre un ottimo esperimento di realismo magico in versione cinese, pieno di personaggi caratterizzati benissimo. Da leggere, cercando di non farsi spaventare dalla mole eccessiva di pagine [un mese ci vuole tutto] e facendosi uno specchietto con segnati i nomi dei personaggi e la loro "qualifica": le sorelle di Jintong si chiamano Laidi [che significa "Aspettare il Fratellino"], Zhaodi ["Evocare il Fratellino"], Lindi ["Ottenere il Fratellino"], Xiangdi ["Pensare al Fratellino"], Pandi ["Desiderare il Fratellino"], Niandi ["Sognare il Fratellino"] e Qiudi ["Implorare il Fratellino"]... Confondersi è facile ^^;; Anche se, da un certo punto del libro in poi, il rischio di confonderle tra loro scompare, poiché hanno caratteri diversissimi tra di loro ed ognuna ha una storia particolare e unica.
Big Fish di Daniel Wallace [Marco Tropea, 2003, 187 pp.]
Dal risvolto di copertina [contiene spoiler]: "Nella primavera della sua vita Edward Bloom era un uomo straordinario. Non c'era cosa che non sapesse fare, e bene anche. Salvava vite umane, e non solo. Gli animali lo amavano, gli umani pure, in particolare le donne. Sapeva scherzare, faceva bene il suo lavoro. O almeno questo è ciò che ha sempre raccontato di sé al figlio William. Perché William non sa molti di lui: il padre tornava a casa poco e si tratteneva ancora meno. Ora invece è qui per fermarsi. Perché il grande Edward è giunto alla fine della sua lunga e avventurosa vita e William vorrebbe disperatamente averlo conosciuto meglio, anziché ritrovarsi tra le mani le tante storie fantastiche ascoltate negli anni, a ogni ritorno. Così il figlio ricrea la vita dell'enigmatico genitore in una serie di leggende e miti ispirati ai pochi fatti noti. Edward Bloom che addomestica un feroce gigante solitario, che salva una misteriosa creatura delle acque, che restituisce un occhio dai magici poteri alla sua legittima proprietaria, che compra un'intera città. E, per finire, Edward Bloom che vince la morte trasformandosi in un grosso pesce che il figlio ributterà nelle acque ancestrali di un fiume." Ho letto questo libro perché è piaciuto molto ad un mio amico [e mi piace conoscere meglio le persone attraverso le loro letture preferite]... Cough cough ^^;; Ehm... Non mi ha molto entusiasmato... ^^;; Anzi, se lo avessi letto in un momento diverso della mia vita, probabilmente lo avrei trovato altamente deludente ^^;; Per carità, è un romanzo godibile, e scorre bene: tuttavia manca, secondo me, di sostanza, ed è parecchio dispersivo, in gran parte a causa della narrazione a episodi. Tim Burton ne ha tratto il suo ultimo film. A lui è piaciuto ^^;;
Amore cieco di V. S. Pritchett [Adelphi, 1998, 74 pp.]
Dal risvolto di copertina: "Quando V. S. Pritchett morì, nel 1997, da lui si congedò con affettuoso rimpianto una vasta comunità di lettori che lo aveva seguito per decenni, contando sulla regolarità con cui sarebbero apparsi, prima in rivista, poi in volume, i suoi racconti. Così scomparve il più discreto dei narratori, ideale prosecutore di Cechov, osservatore sottile di tutto ciò che vale la pena raccontare ma spesso sfugge all'attenzione degli scrittori. Amore cieco è un perfetto campione fra i suoi racconti perfetti, una storia fondata su sentimenti elementari - l'amore e la vergogna -, ma stravolti e riscoperti come nuovi per l'angolo peculiare sotto cui si presentano." Un racconto lungo, o romanzo breve se preferite, molto intenso e ben scritto che mette in scena la storia d'amore tra un ricco uomo non vedente e una governante il cui corpo è deturpato da una enorme voglia rosso scuro. Pritchett è un grandissimo narratore, che dovrebbe essere più noto ed apprezzato: peccato che in Italia non esistano altre opere tradotte, oltre a questa e a La donna del Guatemala [che ho già recensito qui].
In questo periodo di secchezza creativa, sto cercando di nutrire il mio cervello, facendogli assorbire il maggior numero di spunti grafici possibile. Sto così scoprendo un mondo di illustratori vastissimo e variegato, che mi appassiona come non mai. Vi faccio un piccolo test: quali delle seguenti immagini è un'illustrazione?
 
 
La risposta è [evidenziate lo spazio bianco, dopo aver scelto la vostra risposta]: tutte!!! Opera di Ben Garvie, un illustratore digitale che fa venire l'acquolina in bocca! Visitate il suo sito e ditemi se non è vero...
A proposito del sottocitato Alberto Ruiz... Oggi ho aperto la casella di hotmail e ho trovato un suo messaggio... Diceva: "Thanks for the link and the kind words." In allegato, c'erano queste tre bellissime immagini... E nella sign, un link a questo sito-galleria, ricchissimo di sue opere. Che dire? Sono felice come una scolaretta! *-* Thanks, Alberto! ^-^

Ho una passione fortissima per le illustrazioni: quando posso, compro libri su libri. E un giorno, quando saprò usare i colori in maniera appropriata, vorrei riuscire a realizzarne molte. Intanto vi indico un paio di illustratori che ho scoperto da poco e che considero superbi: uno è Alberto Ruiz, conosciuto tramite Esh, di cui potete vedere qui sopra Big Mama Pink Lips [esplorate il suo sito, bellissimo]; l'altro/a è yOon, di cui vi presento un particolare della Queen of Hearts [la galleria potete trovarla qui]. Vi consiglio, inoltre, deviantART, uno spazio cybernetico pieno di cagate ma anche di bellissime opere e il sito di Igor Pancaldi, il talentuosissimo illustratore che ha realizzato i gatti in bella mostra nel template di Kocchan in Japan.

Gli aficionados di questo blog sapranno che ho la mania di scarbocchiare mentre sono al telefono. Ebbene, siccome in questo periodo non riesco a canalizzare la mia fantasia, ieri sera le mie dita hanno svomitazzato delle creaturine tra il reale e il mutante, alcune delle quali vi propongo in questo collage.

Ieri sera sono finalmente riuscito ad andare a vedere Kill Bill - Volume 2. Per casini miei, ho rimandato tanto che alla fine l'hanno tolto dai cinema di Savona, e così ho dovuto fare ricorso alla Fiumara, un centro commerciale sbarra multisala a un'ora di treno da qui. Meglio così, ho preso un po' di piccioni con la stessa fava: ho ritirato una parte dei fumetti [la mia casella si stava riempiendo ormai da cinque mesi, e stava rischiando lo scoppio], ho mangiato al sushi-bar e mi sono distaccato per qualche ora dall'aria mefitica che si respira intorno a casa mia negli ultimi tempi. Ma torniamo al film: siccome per la prima volta ho deciso di discutere di alcuni aspetti-spoiler, scriverò le frasi incriminate in bianco. Se non volete rovinarvi la visione, non avrete problemi; in caso non vi importasse, basterà che evidenziate le porzioni di testo invisibili inserite tra virgolette rosse per leggere tutto quanto. Prima di procedere, vi rimando ad altri post che ho già fatto su questo meraviglioso film di Tarantino: la recensione del Volume 1; un commento alla colonna sonora del Volume 1; le icone della Sciura Maria, che ha indossato i panni della Sposa, di O-Ren Ishii e di Elle Driver.
Kill Bill - Volume 2 Di Quentin Tarantino Con Uma Thurman [La Sposa a.k.a. "Beatrix Kiddo" a.k.a. Black Mamba a.k.a Mommy], David Carradine [Bill a.k.a Incantatore di Serpenti], Daryl Hannah [Elle Driver a.k.a. Serpente montano della California], Michael Madsen [Budd a.k.a. Crotalo celeste], Chia Hui Liu [Pai Mei] USA, 2004, 136'
Innanzitutto, se vi è possibile, prima di andare al cinema riguardatevi il Volume 1: vi aiuterà a considerare il film come un tutt'uno, e non come due entità separate [sembrerà una stronzata, ma è vero ^^;;]. Secondo poi, è opinione abbastanza comune che il Volume 2 sia un po' sottotono rispetto al suo prologo: questo è, in parte, vero. Alcune cose non sono piaciute nemmeno a me, che sono partito armato delle migliori aspettative possibili, e deciso a liquidare eventuali sbavature come un "male necessario". Mi hanno infastidito un paio di dialoghi mirati a colmare incongruenze nella trama della prima parte "come quello in cui si spiega perché Black Mamba indossasse l'abito da sposa durante la cerimonia di prova", che mi sono sembrate poco naturali e non necessarie. Non ho gradito il dilungarsi è l'insistere su alcuni particolari "tra cui la vitadimmerda di Budd, tutta la sequenza dello strip club, piena di personaggi insulsi. Una loro funzione ce l'hanno: depistare lo spettatore, dipingendo Budd come un fallito incapace di reagire [e quindi di combattere] e capace di cedere al banco dei pegni la sua katana di Hanzo per 250 miseri dollari [creando l'effetto sorpresa durante il duello con Elle Driver, quando Black Mamba trova la spada tra le mazze da golf di Budd e la usa per difendersi]. Ciononostante ho trovato queste scene male amalgamate con il resto e, nel complesso, di troppo." Sembra quasi che Tarantino abbia cercato di annacquare e allungare il film, giustificando così la scissione di Kill Bill in due volumi: forse, però, sarebbe stato meglio un unico film di tre ore e mezza, invece di due film da due ore l'uno. Inoltre, sebbene abbia apprezzato molto la parte dell'allenamento con Pai Mei, credo che il livello di citazione sia stato ampiamente oltrepassato... "passi per lo stile registico con primi piani improvvisi e inquadrature basculanti tipico dei film di kung fu degli anni 70/80, ma il gesto della "barbetta spostata" viene ripetuto troppe volte e alla fine diventa ridicolo, ridicolizzando di riflesso scene in cui l'atmosfera è invece molto seria."
Detto questo, Kill Bill - Volume 2 è ricco di scene coinvolgenti e appassionanti: "il duello con Elle Driver; la scena della sepoltura di Beatrix Kiddo [sì, finalmente la Sposa avrà un nome e un cognome] e la successiva "resurrezione"; gli allenamenti con Pai Mei; il flashback in cui si spiega il perché della benda di Elle; l'assassinio eseguito con i serpenti; il colpo delle cinque dita; Bill che suona il flauto di bambù." Considerando il film nel suo insieme, preferisco la prima parte alla seconda [questo, principalmente, perché nella prima parte è compresa la storia di O-Ren Ishii, che è, globalmente, la migliore], ma continuo comunque a considerare Kill Bill come uno dei miei film preferiti in assoluto, da vedere, rivedere e rivedere ancora. In attesa di un possibile Kill Bill - Volume 3... Tarantino ha infatti dichiarato di avere in mente un progetto ancora non ben definito: la storia, ambientata una quindicina di anni dopo le vicende narrate in Kill Bill, avrebbe per protagonista la figlia di Vernita Green, smaniosa di vendetta per l'uccisione della madre da parte di Black Mamba. Il tutto a cartoni animati, cosa che promette molto bene, se Quentin deciderà di affidarsi a coloro che hanno curato la bellissima sequenza a disegni dell'infanzia di O-Ren. Non ci resta che attendere.
Kill Bill Volume 1 - Voto: 9 Kill Bill Volume 2 - Voto: 7 Kill Bill - Voto: 8

Bruto [il macho stupido], Larry 3000 [il robot gay] e Otto [il bimbo saccente] hanno preso possesso del kotatsu per un post [mi scuso con l'autore per la riproduzione personale e non autorizzata ^^;;]. Sono i protagonisti del divertentissimo Time Squad, il mio cartone animato preferito del momento. Tutti i sabati e le domeniche alle 13:30 su La7. Assolutamente da vedere! ^-^
A causa di quello che sto passando nella vita reale, in questo periodo ho grosse difficoltà a lasciare libera la fantasia per creare nuove situazioni per il mio blog. La Kocchmobile è in subbuglio, tutti vogliono tornare agli antichi splendori. Oggi mi sono messo a riflettere su come posso continuare questa avventura, e su che direzione prendere. Potrei scrivere una storia a fumetti, fare delle strisce, un racconto illustrato, addirittura tentare di realizzare un cartone animato mettendomi sotto ad imparare flash. Per adesso continuo in modo tranquillo, perchè sono davvero esausto mentalmente: intanto rifletto. Credo ci saranno interessanti sviluppi nei prossimi mesi.

L'angolo del libro A cura di Rosaspina
Il falco pellegrino di Glenway Wescott [Adelphi, 2002, 98 pp.]
Dal risvolto di copertina del romanzo: "Sul finire degli anni Venti, in un indolente pomeriggio di primavera, una giovane ereditiera americana, che ospita nella sua casa di campagna in Francia un amico, scrittore fallito e io narrante, riceve la visita dei Cullen, perfetti esemplari, si direbbe, "di quella agiata genia britannica che infesta il mondo intero col suo eccesso di energia e di modi pacati". Sofisticati, blasé, gelidamente socievoli, puri passatori di tempo, i Cullen sembrano nutrire per se stessi e per ciò che li riguarda una passione debordante. Sul polso, Mrs Cullen regge un falcone incappucciato che ha chiamato Lucy in onore dell'eroina di Walter Scott e Donizetti e al quale vota un intenso amore. Ieratico e solitario, feroce e insieme minato da una brama tormentosa, negli occhi maniacali una fiammella senza luce né calore e che pure sprigiona una irresistibile malia, il falcone diviene il catalizzatore degli eventi di un pomeriggio brioso che inclina ben presto alla tragedia e alla catastrofe: al termine ogni personaggio dell'esiguo cast apparirà diverso da quello che sembrava, e nulla più, per nessuno, potrà essere come prima. Un interludio in cui la spuma iridescente della conversazione, diradandosi, lascia a poco a poco intravedere il volto ossessivo e oscuro dei personaggi, la pena assillante che essi cercano di alleviare - e verità pacatamente letali che lacerano come colpi di becco." Wescott, autore dimenticato, sta subendo un'operazione di "rivalutazione" come "uno dei più grandi narratori americani del Novecento". Quando leggo queste definizioni sparacchiate lì ho sempre un leggero brivido d'irritazione alla base del collo, ma nasce comunque in me la voglia di scoprire se c'è in esse un fondo di verità. Questo romanzo breve l'ho letto con piacere, anche se ho trovato spesso di troppo le riflessioni che l'autore fa attraverso l'io narrante. In letteratura preferisco quando sono le azioni dei personaggi a rivelare ciò che hanno dentro: in genere detesto i lunghi monologhi interiori sul senso della vita, che ne Il falco pellegrino abbondano. Non so se consigliarvi la lettura di questo romanzo... Diciamo che ci sono in giro altre cose, più belle, da leggere. Poi, fate vobis. In ogni caso, dire di Wescott che è uno dei più grandi narratori americani del Novecento mi sembra davvero un'eresia... Mi procurerò il suo Appartamento ad Atene, uscito l'anno scorso per Adelphi, per avere la prova del nove.
Mancano solo dieci giorni all'uscita del nuovo album di Alanis, So Called Chaos... Non vedo l'ora! E' un'artista che seguo da anni, e che non ha mai deluso le mie aspettative [anche se, ovviamente, preferisco alcuni album ad altri], oltre ad essere l'unica per cui mi sono sentito di affrontare l'afa dell'estate scorsa per vederla cantare dal vivo, esperienza straziante nel pre-concerto e decisamente esaltante dall'inizio della prima nota. Il 13 maggio su MTV ci sarà una speciale presentazione di alcuni dei nuovi brani: ovviamente ho già puntato il videoregistratore. Il nuovo singolo a me piace molto, nonostante la cattiva accoglienza da parte dei critici. Spero che nel nuovo album ci sia una canzone che riesca a superare "That I Would Be Good", o, se non altro ad eguagliarla. In ogni caso, so già che mi piacerà ^-^
Everything
I can be an asshole of the grandest kind I can withhold like it's going out of style I can be the moodiest baby and you’ve never met anyone as as negative as I am sometimes
I am the wisest woman you ever met I am the kindest soul with whom you've connected I have the bravest heart that you ever seen and you've never met anyone as As positive as I am sometimes
You see everything You see every part You see all my light and you love my dark You dig everything of which I'm ashamed There's not anything to which you can't relate and your still here
I blame everyone else, not my own partaking My passive-aggressiveness can be devastating I'm the most gorgeous woman which you've ever known and you never met anyone as As everything as I am sometimes
You see everything You see every part You see all my light and you love my dark You dig everything of which I'm ashamed There's not anything to which you can't relate and your still here
But I resist, persist, and speaks, louder than I know But I resist, you love, no matter, how low or high I go
You see everything You see every part You see all my light and you love my dark You dig everything of which I'm ashamed There's not anything to which you can't relate and your still here
You see everything You see everything - you're still here
Da quando ho creato questo blog non ho mai compilato questionari, né fatto test, principalmente perché nessuno di quelli che ho visto in giro ha mai risvegliato il mio interesse. Oggi rompo questa tradizione per ben due volte. La prima con un questionario trovato sul blog di Esh, tratto da "Mele bianche" di Jonathan Carrol.
1] Quali tre pasti del tuo passato vorresti rifare? - Il pranzo quotidiano al tempio Reishoin, la sublime soba... ucciderei per bere di nuovo quel brodo delizioso; - Il pane e fontina alla Heidi dopo una lunghissima scarpinata in montagna; - La merenda a base di mozzarelline di bufala campane. Una roba da strapparsi i capelli, mai mangiate di così buone. 2] Quali due oggetti vorresti possedere ancora? - una sciarpina blu che ho comprato a Tokyo e perso in uno dei vari traslochi: era leggerissima e mi ci ero molto affezionato; - un'agenda che avevo nei primi anni del liceo: ci avevo scritto sopra che ero omosessuale per confessarlo più che altro a me stesso, e poi l'avevo buttata via per paura che qualcuno la leggesse. 3] Quale azione vorresti ritirare o cancellare dalla tua vita? Ci sono più che altro cose che avrei voluto fare e non ho fatto. Non vorrei cancellare o ritirare nulla. Al massimo fare qualcosina in modo diverso. 4] Quale persona vorresti rivedere? Il mio primo - e unico - amore non corrisposto, per capire se avrebbe potuto corrispondere. 5] Quale esperienza vorresti poter rifare? Innamorarmi di qualcuno.
Il secondo "giochino" l'ho visto su diversi blog, ma citerò solo il primo, che è quello di Mademoiselle de Maupin. Ecco le regole:
1] Afferra il libro più vicino a te in questo momento. 2] Apri il libro a pagina 23. 3] Trova la quinta frase. 4] Postala nel tuo blog insieme a queste istruzioni.
"Era stata una famosa brigante, conosciuta in ogni angolo del paese." [Mo Yan, Grande Seno, Fianchi Larghi]

Cosa sarà mai successo al nuovo amichetto di Ciccopappo? Scopritelo ogni giorno su Acid Street, un blog che va assolutamente sopravvalutato ^-^

 ... all by myself

Avviso ai naviganti: questa sera, alle 23:30 su Rete4, verrà trasmesso American Beauty. Questo film mi piace tanto che sono perfino riuscito a parlarne nella mia tesi [che parlava di tutt'altro ^^;;]. E' un film perfetto. Da rivedere per chi lo ha già visto, da gustare per chi non ha mai avuto il piacere. Look closer.
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Lascia
che ti presenti il cast di questo blog, in rigoroso ordine di apparizione:

Nome:
Kocchan.
Forma di vita: Gatto Poltrone.
Rappresenta: L'autore del blog.
Segni particolari: Ttrascorre la maggior parte del suo tempo
al calduccio sotto il kotatsu. Da solo, ma sempre in compagnia delle sue
personalità, ovvero...

Nome:
Bimbo Diddi.
Forma di vita: Bambino.
Rappresenta: L'insicurezza.
Segni particolari: Butta giù Kocchan preparandogli dei
deliziosi tacos di panico.

Nome:
La Sciura Maria.
Forma di vita: Drag Queen.
Rappresenta: L'esibizionismo.
Segni particolari: Non vive senza televisione e adora indossare
i panni delle sue icone. Tra le personalità di Kocchan è
l'unica ad avere un blog
personale.

Nome:
Katerpillar.
Forma di vita: Scimmia.
Rappresenta: La bontà.
Segni particolari: Ama gli esseri pucirillosi e titillare il
suo "frustino rosa".

Nome:
Psicolino.
Forma di vita: Coniglio.
Rappresenta: L'autostima.
Segni particolari: Racchiude dentro di sé i superpoteri
di Psico,
il coniglio psichedelico.

Nome:
Puppo Buchovny.
Forma di vita: Polipo.
Rappresenta: L'istinto sessuale.
Segni particolari: E' dotato di cinque tentacoli pieni di potenzialità
ancora inespresse.

Nome:
Rosaspina.
Forma di vita: Bimba Vecchia.
Rappresenta: La paura dell'abbandono.
Segni particolari: Ama leggere. Si prende cura delle personalità
più indifese.

Nome:
Buccia.
Forma di vita: Topo.
Rappresenta: La menzogna.
Segni particolari: Possiede uno specchio mutaforma che fa vedere
agli specchiati ciò che vogliono.

Nome:
Ciccopappo.
Forma di vita: Cane.
Rappresenta: L'infanzia felice.
Segni particolari: Nessuno. Tranne forse che sa essere pucirilloso
fino all'inverosimile.

Nome:
Callo Scagazzo.
Forma di vita: Uomo.
Rappresenta: L'eroismo.
Segni particolari: Si schiera sempre dalla parte dei più
deboli. Ha una ricca collezione di sfiziosi slippini.

Nome:
Kani Gan Gan.
Forma di vita: Granchio.
Rappresenta: La rabbia repressa
Segni particolari: Si trasforma in un pennino e compone feroci
pasquinate.
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