Welcome!
Questo è il blog di
.::.::.::.Kocchan

Volete rivivere
il glorioso passato?
Fatevi un tour nel
.::.::.Mega Archivione

In My Life
.::.::.::.Red Apple
.::.::.::.Danka

.::.::.::.Sime

Pencil & Ink
.::.Acid Street
.::.Covo degli Sbronzi
.::.Crow's Village
.::.Eriadan
.::.Fingers on Fire
.::.Ink Spinster
.::.la Maury
.::.Nestore
.::.'Round the Blog
.::.'Round the Clock
.::.Vecio della Montagna

Blog Friends
.::.::.ADuca
.::.::.l'Antro di Berlicche
.::.::.::.Aznalumba
.::.Bersò
.::.Biancaneve
.::.::.::.Jocaine
.::.Callo, l'Erogatore
.::.::.::.Coniglione
.::.in Cucina con Lys
.::.in Cucina con Silmariel
.::.Dany Felice
.::.::.Dicotomici Furori
.::.Doppiaeffe
.::.Faccia di Castagna
.::.::.::.Faon
.::.Farfalla di Rose
.::.::.::.Fenny & Ghost
.::.::.Gattonico
.::.Holden
.::.l'Inutile Blog di Jack
.::.::.::.Kalos
.::.Kassandra
.::.Lady Caska
.::.::.::.Linus
.::.::.::.Lysandra Coridon
.::.Massaia
.::.Mari
.::.Misato-san
.::.Miz, Barbie Atomica
.::.Mork
.::.::.::.Mr. Polemiko
.::.Mukka
.::.::.::.Nabir
.::.Novedisera
.::.Nur
.::.Ofelia
.::.Panna Acida
.::.Paolopaoli
.::.Parole Liquide
.::.Pastrugna
.::.PauBau
.::.::.Personalità Confusa
.::.Piccolo Matteo
.::.Quincampoix
.::.::.Sakai
.::.Seagne
.::.Smeerch
.::.::.Stefy in Japan

.::.::.Trash Queen
.::.ZaMM

Friend Sites
.::.BombaCarta
.::.Danka's Old Site
.::.Danka's Mucciracing
.::.Lele Corvi

Graphic Arts
.::.Alberto Ruiz [01]
.::.Alberto Ruiz [02]
.::.Ben Garvie
.::.deviantART
.::.John Dilworth's
Stretch Films

.::.Igor Pancaldi
.::.Kirsten Ulve

[Archivio]

oggi
dicembre 2006
novembre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
dicembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003

Vuoi scrivermi?
Clicca .::.::.qui

Se volete utilizzare
le mie immagini,
seguite le istruzioni di

.::.::.Creative Commons

Ridendo e scherzando,
siamo già arrivati a ben *loading* visite
 

 

 
20/12/2006
 

L'angolo del libro
A cura di Rosaspina

Vintage
di Luca Ferrando
[Artemis, 2006, 92 pp.]

In genere sono laconico quando si tratta di recensire un romanzo, ma stavolta faccio uno strappo alla regola. Non strapperò molto, giusto qualche parola in più della norma. Perché si dà il caso che si tratti di una questione personale. Non solo l’autore è un amico: è anche uno dei pochi cervelli per cui provo il livello di stima più alto, ovvero quello cultural-intellettuale. Avevamo pure fondato un circolo letterario, anni fa: “Il club degli invitti”. Due tesserati e una sola riunione, ma è il pensiero che conta, e il pensiero contava molto. Il suo nome è Luca Ferrando e, con mio sommo giubilo, è da poco uscito il suo primo romanzo, Vintage [per carità leggetelo all’inglese]. Di solito trascrivo la quarta di copertina dei libri che ho letto, ma non in questo caso. Riassumere con una manciata di espressioni accattivanti il sudore della fronte di un fratello di carta e inchiostro mi sembra, oltre che riduttivo, anche vagamente irrispettoso. Vi consiglio di entrare dentro al manufatto, di aprirlo, odorarlo, toccarlo. Di conoscere Benedetto, Cipriano, Peter Pan, John Carter, e soprattutto Walter. Di entrare nell’Accademia, e di scapparne per il solo piacere di ritornarci. Di ubriacarvi nei vicoli della salma di una lucciola obesa per poi salpare verso la Colonia. E di verificare di persona quanto talento possa essere concentrato in 92 pagine.
Marketta kocchanica: se volete avere una copia del libro, potere ordinarla via posta all’editore [fornite il vostro indirizzo, e mandate un vaglia ad “Artemis Edizioni, Via Guglielmotti 7/16, 16156 Genova Pegli”; numero di telefono 019.6970078; e-mail vintage_novel@yahoo.it, dove potete mandare ciò che pensate di quello che avete letto, risposta dell’autore assicurata – il libro costa 6 euro, a cui dovrete aggiungerne 1 per le spese di spedizione], oppure richiedere al vostro libraio di fiducia di procurarvela: il numero ISBN è 88-89784-06-7.
Se volete saperne di più, di Vintage ha parlato anche Marina Giardina su Mente Locale.
Comprate e leggete Vintage. Potrete dire: "Io c'ero sin dall'inizio". Quando daranno il Nobel all'autore, ovviamente. O il Campiello, che per iniziare va bene uguale.

graffiato da Kocchan | 20/12/2006 23:50 | commenti (3)

30/11/2006
 

[Le pasquinate di Kani Gan Gan]

Care Bouchet Barbara e Fenech Edwige,
Avete rotto le palle. A fare le attrici consumate e a contendervi via etere il titolo di musa tarantinica. Un adolescente brufoloso e asociale si schiaffeggia la scimmia guardandovi insaponare cerette indiscutibilmente non brasiliane. Passano trent’anni e detto ragazzino, ora regista stimabile, inciampa per caso nei vostri volti botulinici, e con nel cuore durelli d’altri tempi confessa ad entrambe: “Sei la mia attrice italiana preferita!”. Ed eccovi improvvisamente a saltare da una rete all’altra fasciate in tailleurini da signora per bene. Sono io la sua preferita. No, sono io. Guarda che lo ha detto a me. Sì, però nel film del suo amico ci ho recitato io. E nel frattempo, parlate dell’Ubalda con piglio intellettuale, riciclandovi come giuliette masine incomprese. La verità è che avete girato pornazzi soft. Che per di più facevano cagare. Siete fortunate se qualcuno, oltre al postino, ancora si ricorda il vostro nome. Piantatela di smarronare gli onesti cittadini.
Bacio le mani,
Kani Gan Gan

graffiato da Kocchan | 30/11/2006 01:33 | commenti (4)

02/11/2006
 

Insegnante di sostegno. Questa è la mia carriera al momento. Non avrei mai pensato che sarebbe successo, ma sono contento di questo ruolo, che non è né carne né pesce, perché mi dà modo di osservare, ambientarmi, capire come funzionano le cose, quali meccanismi oliare e quali abbattere con forza. Come sempre, il rapporto con i ragazzini è ottimo, e sembra che i risultati stia riuscendo ad ottenerli. Anche se la settimana prossima tutto cambierà, perché verranno aggiornate le graduatorie a Genova, e dovrò abbandonare Cuneo, dove sto lavorando dal 18 settembre. Sono state e sono settimane pesanti, perché anche se si tratta di una supplenza di nove ore, raggiungere la scuola  comporta quattro ore di pullman al giorno, due delle quali (quelle dalle 6 alle 8 del mattino) sono impietose moodkillers, con i loro paesaggi immersi in una nebbia fittissima, che in certi giorni copre tutto fino a metà mattinata. Un correlativo oggettivo azzeccatissimo per i primi dieci giorni di lavoro. Poi mi sono ambientato, ed ora mi si spezza il cuore ad abbandonare questa routine. Soprattutto per i rapporti umani che si sono creati (vaglielo tu a spiegare ai ragazzini che la petizione che hanno firmato per farmi restare non conta niente). Mi dispiace lasciare lo studente che sto seguendo, perché stavo ottenendo risultati, e non posso essere sicuro che chi verrà dopo di me avrà la pazienza e l’inventiva necessaria per fargli masticare e digerire la scuola. Già ho fatto fatica a cercare di riparare i danni fatti dall’incompetente che l’ha seguito l’anno scorso, che gli ha fatto imparare a memoria un sacco di cose, che ora lui ripete a pappagallo senza capire cosa sta dicendo e senza ragionarci sopra. Nelle ultime due settimane, dopo un mese di lavoro, ho notato un cambiamento in lui, e spero che le cose continuino a migliorare anche quando non ci sarò più. Credo che anche a distanza lo seguirò, comunque. Rosaspina se ne occuperà in prima persona.
A parte la supplenza, comunque, ho ricevuto e accettato altre sei proposte di lavoro. Una di esse è già stata portata a termine. Una è attualmente in corso. A breve ne inizieranno altre due: lezioni di inglese in un corso professionale di parrucchiere ed estetiste (tutte adolescenti che hanno abbandonato i “canali scolastici canonici”, come le ha definite la direttrice), e un corso di alfabetizzazione per una bambina indiana (che mi ha offerto la preside della scuola in cui sto lavorando ora, da fare quando me ne sarò andato per mantenere i contatti e perché tutti sono rimasti soddisfatti del mio lavoro e sono dispiaciuti che me ne vada). Intanto porto avanti le ripetizioni di inglese e lezioni private di giapponese. Di tutta questa fatica, non ho ancora visto nemmeno un frutto: la scuola pare che mi pagherà tre mesi di stipendio tutti insieme a dicembre; le prestazioni occasionali sborseranno, forse, entro l’anno; il corso di inglese per trukko&parrukko e l’alfabetizzazione… beh, per quelli mi sa che se ne parlerà addirittura fra più di sei mesi. Insomma, sto facendo soldi virtuali a palate. E intanto ho il conto che sta scivolando verso il rosso per colpa di una spesa che fatto pensando di avere già il gatto nel sacco (chi mai andava a pensare che di sette lavori nemmeno uno mi avrebbe reso pecunia entro almeno un mese?): ho preso l’iPod nano rosso, un po’ perché parte del ricavato andava in beneficenza e molto perché è troppo figo, è un’edizione limitata ed è della apple - ed io, lo ammetto, sono un apple-kabure.
Disegni non ne ho più fatti, anche se ho steso una sceneggiatura canovacciata di Rolly, e disegnato a matita un paio di tavole. Ho deciso, però, che finchè non avrò terminato tutte le tavole fino all’ultima goccia di inchiostro, non pubblicherò nulla sul blog per non incorrere in altri periodi di decennale silenzio.
Che altro dire? La mia vita si sta lentamente stabilizzando, e sta iniziando a viaggiare su dei binari. Il ché fa un po’ paura, ma dà anche un certo senso di tranquillità. Per ora me lo godo senza interrogarmi troppo, tanto sono sicuro che la dissezione autoptica non tarderà ad arrivare.
Un saluto a tutti, e a presto con dei post che per un po’ di tempo consisteranno più che altro recensioni di libri, CD, film, fumetti e via discorrendo.
Mata ne! :)

graffiato da Kocchan | 02/11/2006 22:57 | commenti (8)

15/09/2006
 

Se Fossimo...
[One Piece]

Monkey D. Rufy ... Kocchan
Toni Toni Chopper ... Ciccopappo
Roronoa Zoro ... Bimbo Diddi
Nami ... Sciura Maria
Usop ... Buccia
Sanji ... Callo Scagazzo
Nico Robin ... Rosaspina

graffiato da Kocchan | 15/09/2006 01:35 | commenti (8)

12/09/2006
 

[Icone della Sciura + Se Fossimo + Guest Stars]

Bimbo Diddi ha invitato per due chiacchiere la sua anima affine, Stewie Griffin. La Sciura Maria, in crisi di astinenza da travestimenti, si sdopppppia in cinque e interpreta, per la gioia di nessuno, Lois, Peter, Chris, Meg e Brian Griffin. Featuring Katerpillar nel ruolo della mitica Evil Monkey.

graffiato da Kocchan | 12/09/2006 22:59 | commenti (7)

10/09/2006
 

[questo post contiene degli spoiler: se volete leggerli evidenziate il testo]

Da qualche giorno è iniziata in America la quarta stagione di Nip/Tuck. Ancora non so bene cosa mi spinge a seguire questo fumettone surreal-chirurgico: fatto sta che aspetto con ansia ogni puntata nuova, per vedere fino a che punto riescono a spingersi gli sceneggiatori. E, puntualmente, non vengo deluso. La nuova stagione promette molto bene. Nella prima puntata:
-Larry “J.R. di Dallas” Hagman si presenta allo studio McNamara & Troy per farsi innestare degli enormi testicoli di silicone;
-Kathleen Turner ironizza su se stessa interpretando una telefonista erotica con la voce da “geriatric bull frog”, che vuole ristrutturarsi le corde vocali;
-Brooke Shields, un po’ segnata dal tempo, si ricicla come psicanalista [!];
-Julia scopre che il bambino che porta in grembo è affetto da una gravissima malformazione alle mani, e decide di portare avanti la gravidanza nonostante le resistenze del marito;
-Il dottor Troy, dopo aver toccato il fondo facendo sesso a tre con una madre e una figlia mezze psicolabili, inizia a mettere in dubbio la sua eterosessualità;
-E per finire, in un fotogramma tagliato della sigla, la Sciura Maria fa la comparsa in qualità di manichino tratteggiato.

graffiato da Kocchan | 10/09/2006 17:14 | commenti (2)

04/09/2006
 

Il buco nero ha ripreso a risucchiare. Lo ignoravo da tanto tempo che quasi pensavo che fosse collassato su se stesso e scomparso. Ma ormai dovrei sapere come funziono: è bastata una piccola scintilla per rimettere in moto il macromeccanismo di autodistruzione. In questo caso la scintilla è stata fornita da un film, di cui parlerò in uno dei prossimi post. Ho rimesso gli occhi su quel vuoto che ho dentro, quel vuoto preciso e circostanziato lasciato dalla mancanza di una vera figura paterna, e dalla conseguente sensazione di avere costantemente le spalle scoperte. Di aver paura perché ci si sente privi di protezione. Ci hanno provato in tanti a colmare quel vuoto, mia madre ha fatto del suo meglio, gli amici anche. Anche io ci ho provato, più che altro inconsciamente, cercando di riempirlo mangiando o cercando negli altri un “tappo sostitutivo”. Ma non è servito, perché una persona, per quanto ti voglia bene, non può offrirsi di fare le veci di un padre, e anche tu non riesci ad accettare più di tanto la cosa, perché sei conscio che si tratta di un surrogato.
Sono preoccupato, adesso. Ho paura per il mio futuro emotivo, perché sto iniziando a capire che non riuscirò mai a riempire quel vuoto. Che fare? Vorrei uscirne fuori, ma non riesco. Voglio curare questa menomazione, ma non so come fare.

graffiato da Kocchan | 04/09/2006 15:14 | commenti (6)

29/08/2006
 

Da adolescente ero un giocatore sfegatato di Pengo, un platform con protagonista un pinguino che sopprimeva i suoi nemici batuffolosi schiacciandoli con dei blocchetti di ghiaccio. Ai tempi ci giocavo sul Game Gear, una sorta di Game Boy a colori della Sega, che però come portatile non ha avuto moltissimo successo ed è durato pochi anni. Da quando mi si è rotto, quindi, non ho più avuto occasione di giocare col mio adorato pinguino (niente metafore). Finchè l'altro giorno, cercando su internet, mi sono imbattuto in questo sito, i cui ideatori hanno creato una versione da PC di Pengo, upgradandola con nuovi personaggi e difficoltà. Il gioco si chiama Push Push Penguin, e Katerpillar ne è letteralmente drogato. Scaricate e provate, è un sacco divertente :) 

      

graffiato da Kocchan | 29/08/2006 21:49 | commenti (4)

27/08/2006
 

Oxford è stata dura. Soprattutto dal punto di vista finanziario: non avendo trasporti, pranzo e cena compresi nel mio ottimo contratto da leader, ho speso tutto il mio lauto stipendio EF di 520 eurini in cibo, abbonamenti al bus, schede telefoniche e spese di prima necessità. Ovviamente ho fatto parecchio shopping, anche se mi sono limitato a comprare materiali di didattica (ormai sono tutto proiettato al futuro). Insomma, a conti fatti, questo “lavoro” mi è costato 400 euro. Anzi, 380, perché l’EF ha pensato fosse giusto rimborsarmene 20 (dei 100 e passa per i quali avevo chiesto il rimborso). Son cose. Indipercui, da quando sono tornato, non ho fatto altro che cercare di fare lavoretti (traduzioni & ripetizioni, sostanzialmente) per riempire il buco creatosi nel mio conto. Of corse, è andata a puttane l’idea che avevo di andare una settimana a Londra per i fatti miei per godermi la città, visitare la mostra permanente di Dalì, andare a teatro, pranzare nei parchi. Ma arriverà il tempo. Forse ci andrò nelle vacanze di Natale.
Tornando ad Oxford, per riuscire ad affrontare il tutto, c’è voluto un massiccio lavoro di squadra. Il capocantiere è stato decisamente Psicolino: senza di lui nulla sarebbe stato possibile. La sua prima mossa vincente è stata mettere sotto vuoto spinto Bimbo Diddi, a cui è stato consentito di esprimere la propria frustrazione solo attraverso il linguaggio dei segni. E’ stato, tuttavia, largamente ignorato, e credo che adesso tutta la Kocchmobile ne pagherà le conseguenze...

La ciurmaglia è stata poi divisa in due squadre. Il team A si è occupato, sia dal punto di vista interiore che da quello esteriore, del rapporto con gli studenti: Ciccopappo ha provato frotte di sincero entusiasmo  ed empatia per le cose che li esaltavano; Katerpillar ha guardato con tenerezza e pucciosità al loro modo di vedere la vita e alla loro freschezza intellettuale; Callo Scagazzo si è occupato di difenderli dal sistema col suo pugno di ferro; Rosaspina è stata fortemente messa alla prova al momento dell’addio.

Il team B, invece, si è occupato del rapporto con le “autorità”: Kocchan ha cercato di fare buon viso a cattivo gioco, perché si sa, si prendono più mosche col miele che con l’aceto (anche se a volte le mosche è stato costretto a schiacciarle senza pietà); Buccia lo ha coadiuvato con il suo specchio mutaforma, facendo vedere alle persone coinvolte un quadro meno pessimo di quanto non fosse (o più pessimo di quanto fosse, in caso di necessità); Kani Gan Gan ha contribuito a reprimere tutta la rabbia violenta che spesso il sottoscritto avrebbe voluto sfogare fisicamente.

Gli unici a non aver fatto un benemerito, sono stati Puppo Buchovny e la Sciura Maria, che hanno preferito restarsene in Italia e andare a spiaggia.

graffiato da Kocchan | 27/08/2006 18:49 | commenti (3)

23/08/2006
 

Il 10 dicembre 2005, dopo un anno di corsa a ostacoli tra i rovi, sono riuscito a realizzare uno dei miei sogni nel cassetto: sono andato a vedere Tracy Chapman in concerto allo Smeraldo di Milano.
Era splendidamente semplice, un maglioncino, un paio di jeans, i rasta sciolti. A volte una chitarra, altre due tamburi africani. Niente fronzoli, solo la sua voce, che riempiva le orecchie, la gola, l’epidermide e lo stomaco di tutto il teatro. Behind the Wall a cappella è stato uno di quei momenti che ti fanno capire che la vita è bella. E naturalmente ho pianto senza farmi vedere dal primo all’ultimo accordo di Baby Can I Hold You. Il suo ultimo album è una meraviglia, soprattutto Don’t Dwell, da brividi. Vi  riporto il testo.

Don't dwell on the past
All that was lost and didn't last
That summer bloom is fading fast
But I'm falling for you

Don't dwell on the pain
The tears you've cried and autumn rain
That fair weather's here and gone again
But I'm waiting for you

Don't dwell on the loss
The fool that would steal, break and toss
That winter's heart will spurn and double-cross
But I'm yearning for you

Don't dwell on the time
The seasons change and so does the clime
That old flame has cooled but I
But I am burning for you
Yes, I am burning for you
Oh, I am burning for you

graffiato da Kocchan | 23/08/2006 02:32 | commenti (3)

 

Lascia che ti presenti il cast di questo blog, in rigoroso ordine di apparizione:


Nome: Kocchan.
Forma di vita: Gatto Poltrone.
Rappresenta: L'autore del blog.
Segni particolari: Ttrascorre la maggior parte del suo tempo al calduccio sotto il kotatsu. Da solo, ma sempre in compagnia delle sue personalità, ovvero...


Nome: Bimbo Diddi.
Forma di vita: Bambino.
Rappresenta: L'insicurezza.
Segni particolari: Butta giù Kocchan preparandogli dei deliziosi tacos di panico.


Nome: La Sciura Maria.
Forma di vita: Drag Queen.
Rappresenta: L'esibizionismo.
Segni particolari: Non vive senza televisione e adora indossare i panni delle sue icone. Tra le personalità di Kocchan è l'unica ad avere un blog personale.


Nome: Katerpillar.
Forma di vita: Scimmia.
Rappresenta: La bontà.
Segni particolari: Ama gli esseri pucirillosi e titillare il suo "frustino rosa".


Nome: Psicolino.
Forma di vita: Coniglio.
Rappresenta: L'autostima.
Segni particolari: Racchiude dentro di sé i superpoteri di Psico, il coniglio psichedelico.


Nome: Puppo Buchovny.
Forma di vita: Polipo.
Rappresenta: L'istinto sessuale.
Segni particolari: E' dotato di cinque tentacoli pieni di potenzialità ancora inespresse.


Nome: Rosaspina.
Forma di vita: Bimba Vecchia.
Rappresenta: La paura dell'abbandono.
Segni particolari: Ama leggere. Si prende cura delle personalità più indifese.


Nome: Buccia.
Forma di vita: Topo.
Rappresenta: La menzogna.
Segni particolari: Possiede uno specchio mutaforma che fa vedere agli specchiati ciò che vogliono.


Nome: Ciccopappo.
Forma di vita: Cane.
Rappresenta: L'infanzia felice.
Segni particolari: Nessuno. Tranne forse che sa essere pucirilloso fino all'inverosimile.


Nome: Callo Scagazzo.
Forma di vita: Uomo.
Rappresenta: L'eroismo.
Segni particolari: Si schiera sempre dalla parte dei più deboli. Ha una ricca collezione di sfiziosi slippini.


Nome: Kani Gan Gan.
Forma di vita: Granchio.
Rappresenta: La rabbia repressa
Segni particolari: Si trasforma in un pennino e compone feroci pasquinate.